{"id":34,"date":"2013-04-05T18:10:13","date_gmt":"2013-04-05T16:10:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mariangelapiotti.it\/?p=34"},"modified":"2016-05-12T12:04:14","modified_gmt":"2016-05-12T10:04:14","slug":"decrescita-e-relazioni-sociali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mariangelapiotti.it\/decrescita-e-relazioni-sociali\/","title":{"rendered":"Decrescita e relazioni sociali"},"content":{"rendered":"<h3>Decrescita e relazioni sociali<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-41 size-medium\" title=\"sociale\" src=\"http:\/\/www.mariangelapiotti.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/sociale-300x276.jpg\" alt=\"decrescita e relazioni sociali\" width=\"240\" height=\"220\" \/>Nel modello economico e sociale occidentale, basato sulla crescita, i rapporti con s\u00e9 stessi e con il mondo sono stati improntati sulla <strong>velocit\u00e0 nell&#8217;ottenere i risultati<\/strong>, quindi sulla <strong>competizione<\/strong>. Dunque, se da una parte si \u00e8 potuta valorizzare la spinta verso il successo, verso la riuscita nella vita, dall&#8217;altra sono stati sacrificati la solidariet\u00e0 e il rispetto dell&#8217;altro, visto troppo spesso come terra di conquista o come ostacolo nel cammino della propria realizzazione.<\/p>\n<p>Il <strong>lato positivo<\/strong> della crescita \u00e8 stato il risalto dato alle <strong>qualit\u00e0 tradizionalmente considerate \u201cmaschili\u201d<\/strong> di forza, coraggio, e discriminazione nelle scelte, finalizzate alla costruzione di un diffuso benessere. Non a caso, \u00e8 stato un modello che ha utilizzato in modo massiccio la tecnologia.<\/p>\n<p>Il <strong>lato negativo<\/strong>, invece, \u00e8 stato il sacrificio delle <strong>qualit\u00e0 tradizionalmente considerate \u201cfemminili\u201d<\/strong>, come l&#8217;inclusione, la pazienza, la dolcezza e la cura. In generale, nel modello della crescita si \u00e8 venuto a consolidare a livello globale, una dimensione materialistica, in cui il successo, personale e collettivo, \u00e8 stato identificato con l&#8217;acquisizione materiale, di beni e risorse, spesso senza tenere conto se ci\u00f2 fosse compatibile con i principi della solidariet\u00e0 e della sostenibilit\u00e0; cosa che, in effetti, non \u00e8 stato.<\/p>\n<p>La crescita <strong>ha creato molto benessere<\/strong>, soprattutto materiale, nei paesi occidentali e molta povert\u00e0 e altri disastri nel resto del mondo. Ultimamente, nei paesi pi\u00f9 ricchi ha creato un <strong>divario tra classi sociali<\/strong>, con il conseguente assottigliamento del ceto medio. Alla base di questo modello vi \u00e8 l&#8217;avidit\u00e0, che spinge l&#8217;individuo a cercare soddisfazione e certezza di esistere nei possedimenti materiali, i quali devono essere continuamente aumentati per poter <strong>mantenere alto il livello di <a href=\"http:\/\/www.psicologi-italia.it\/autostima.htm\">autostima<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;avidit\u00e0 alimenta l&#8217;orgoglio, l&#8217;onnipotenza e l&#8217;egoismo. L&#8217;altro da s\u00e9 diviene <strong>qualcosa o qualcuno da sopraffare<\/strong>, da conquistare per il beneficio della propria crescita. Laddove vi \u00e8 una <strong>crescita egoistica<\/strong>, infatti, non c&#8217;\u00e8 spazio per la crescita altrui. \u00c8 un dato di fatto, ormai, come questo modello di crescita abbia generato sofferenza nella maggior parte della popolazione mondiale, e benessere, perlomeno quello materiale, in una minima parte degli abitanti del pianeta.<\/p>\n<p>Tale modello <strong>non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile<\/strong>; lo testimonia non solo lo stato di povert\u00e0 e indigenza in cui versano i paesi poveri ma anche la penuria di risorse energetiche, per il cui approvvigionamento, dato anche il bisogno crescente di consumo, si sono fatte e forse si continueranno a fare guerre.\u00a0Per non parlare delle conseguenze dell&#8217;inquinamento atmosferico, che sembrano generare l&#8217;effetto serra e il surriscaldamento del pianeta. Inoltre, il modello consumistico dell&#8217;usa e getta, dove la parola riutilizzo non viene mai considerata, porta con s\u00e9 un&#8217;<strong>incontrollata produzione di rifiuti<\/strong>, con un conseguente impatto ambientale e problemi per il loro smaltimento. L&#8217;antidoto della crescita \u00e8 la decrescita.<\/p>\n<p>Per tutti questi motivi, e a meno che si voglia che <strong>il pianeta collassi<\/strong>, bisogna correre ai ripari, e la prima parola \u00e8 \u201c<strong>decrescita<\/strong>\u201d. Questa parola, che sembra essere sinonimo di \u201crinuncia\u201d, potrebbe evocare stati d&#8217;animo non positivi, quando non anche depressivi. Quindi, l&#8217;idea della decrescita ha un impatto sul piano psicologico individuale.<\/p>\n<h3>Decrescita sana e decrescita patologica<\/h3>\n<p>Vediamo ora sotto quali condizioni la decrescita pu\u00f2 essere sana e sotto quali patologica. Come afferma Pallante, leader del <strong>Movimento della Decrescita Felice<\/strong>\u00a0 (<a href=\"http:\/\/decrescitafelice.it\/\">www.decrescitafelice.it<\/a>), poich\u00e9 prima o poi bisogner\u00e0 decrescere, perch\u00e9 non <strong>farlo in modo felice<\/strong>?<\/p>\n<p>Due tra i principi portati avanti dal movimento sono: <strong>ridurre l&#8217;uso di merci che generano un forte impatto ambientale<\/strong>, e che causano ingiustizie sociali, e <strong>sostituire il pi\u00f9 possibile le merci con i beni<\/strong>.<\/p>\n<p>In base al primo principio, si dovrebbe adottare un&#8217;attitudine personale di <strong>responsabilit\u00e0 verso il pianeta<\/strong>; ci\u00f2 significa, ad esempio, diminuire l&#8217;uso di prodotti che generano imballaggi, e in generale ridurre i rifiuti. In base al secondo principio, bisognerebbe essere <strong>consapevoli del valore intrinseco delle merci come beni<\/strong>, tenere conto soprattutto del lavoro necessario a produrre quei beni, che \u00e8 il loro vero valore. Psicologia della decrescita Aderire alla decrescita significa cambiare direzione, talvolta radicalmente, riguardo ai propri atteggiamenti, bisogni, scelte e aspettative.<\/p>\n<p>Molte persone sono gi\u00e0 pronte per questa svolta, moltissime altre no, e la vera decrescita felice inizier\u00e0 quando coloro che la vogliono mettere in atto <strong>saranno pronti a livello coscienziale<\/strong>, nel senso che avranno maturato una coscienza che spontaneamente va verso la decrescita.<\/p>\n<p>Non ha alcun senso decrescere se sono ancora attivi in modo preponderante i bisogni di acquisizione materiale, poich\u00e9 questi saranno <strong>destinati ad essere frustrati<\/strong>, prima o poi. La decrescita sar\u00e0 invece felice per coloro che hanno bisogni pi\u00f9 alti, e non vogliono essere sopraffatti nella loro realizzazione dal bisogno di sopravvivenza, ad esempio.<\/p>\n<p>Concretamente, nel cammino di una sana decrescita cambiano: le motivazioni, la visione interiore, la concezione del mondo e i rapporti interpersonali. Le motivazioni, che in un modello di crescita come quello occidentale sono fondamentalmente egocentrate, o centrate sul benessere della propria nazione, si sposteranno naturalmente verso un&#8217;attenzione all&#8217;altro, e <strong>riguarderanno il benessere dell&#8217;intero pianeta<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>visione interiore<\/strong>, che in un&#8217;ottica di crescita materiale, come \u00e8 quella attualmente dominante, \u00e8 improntata sulla sicurezza intesa come <strong>sicurezza materiale e sulla paura di perderla<\/strong>, si sposter\u00e0 verso valori di accrescimento e solidariet\u00e0, responsabilit\u00e0 verso la vita, un comportamento pi\u00f9 democratico e aderente a un&#8217;etica di giustizia, anticonformismo. La concezione del mondo sar\u00e0 quella di un <strong>mondo non pi\u00f9 da depredare, ma da rispettare<\/strong> e considerare come un ambiente che respira, che vive, che \u00e8 gi\u00e0 predisposto per nutrire l&#8217;umanit\u00e0, in modo naturale.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;uomo che, portando avanti stili di vita onnipotenti, ne ha <strong>stravolto l&#8217;ecologia<\/strong>. I rapporti interpersonali saranno improntati, in un modello di decrescita, ad uno stile di rispetto dell&#8217;altro, indipendentemente dal suo status, sesso, religione, nazionalit\u00e0, convinti come si dovrebbe essere, dell&#8217;<strong>interdipendenza delle vite di tutti gli esseri<\/strong>. Dunque, ci potr\u00e0 anche essere una maggiore fiducia nell&#8217;altro, meno sospettosit\u00e0 e meno paura di essere aggrediti o depredati.<\/p>\n<p>Laddove vi sia <strong>maggiore equit\u00e0 e giustizia<\/strong>, vi sar\u00e0 meno criminalit\u00e0, che deriva spesso da un precedente stato di deprivazione.<\/p>\n<p>Vista in questi termini, la decrescita, lungi dall&#8217;essere identificata con la privazione, si riveler\u00e0 come il <strong>punto di svolta per il genere umano<\/strong>, e potr\u00e0 far rifiorire i veri valori dell&#8217;uomo e le sue risorse. Inoltre, ci sar\u00e0 molto lavoro da fare, se si intende per lavoro non solo quello salariato, finora finalizzato all&#8217;acquisizione di merci, ma come quell&#8217;attivit\u00e0 e creativit\u00e0 che dovrebbero scaturire dal cuore di tutti gli uomini come bisogno di partecipare in prima persona alla vita del mondo, per trasformare il destino dell&#8217;uomo e spingerlo verso <strong>l&#8217;evoluzione della coscienza<\/strong>, unico vero obiettivo dell&#8217;esistenza umana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Decrescita e relazioni sociali Nel modello economico e sociale occidentale, basato sulla crescita, i rapporti con s\u00e9 stessi e con il mondo sono stati improntati sulla velocit\u00e0 nell&#8217;ottenere i risultati, quindi sulla competizione. 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